intervista Joana Margegaj

Intervista Joana Margegaj

Di cosa ti occupi oggi in Kalyte?
Mi occupo di analisi funzionale in ambito dati. La mia esperienza più consistente è maturata in contesti bancari, in linea con il mio percorso di studi in Economia e Management all’Università di Tor Vergata. Sono arrivata al mondo dei dati per gradi: inizialmente ho iniziato come figura più tecnica, lato sviluppo, in Philmark, lavorando su SAP. Ho partecipato a un corso full time di Philmark Academy, durante il quale ho imparato anche a utilizzare ABAP; al termine del percorso ho avuto subito l’opportunità di entrare in progetto. Successivamente ho lavorato per circa due anni su un progetto Kalyte più propriamente orientato all’analisi funzionale in ambito dati. Dal dato grezzo alla reportistica ho potuto toccare con mano tutti i layer di elaborazione, utilizzando strumenti come DataStage, Power BI e Oracle. Negli ultimi due anni ho partecipato a diversi progetti con una forte componente sia business che tecnica, ma mi sono progressivamente specializzata sull’analisi funzionale, che oggi rappresenta il focus principale del mio lavoro.

Come ti descriveresti in tre aggettivi?
Direi curiosa, versatile e metodica. Mi piace mettere ordine dove c’è caos, che si tratti di requisiti, processi o dati. Nel mio lavoro questo richiede capacità di analisi, ma anche un forte orientamento al confronto: per arrivare a una buona soluzione è fondamentale sapersi relazionare con gli altri, fare domande giuste e costruire un linguaggio comune tra business e IT.

Cosa ti appassiona fuori dall’ufficio?
La moto, la natura e la fotografia – non necessariamente in quest’ordine. Il massimo per me è quando riesco a combinare tutte e tre queste passioni nella stessa occasione, ad esempio durante le escursioni: raggiungere un luogo in moto, immergermi nella natura e poterla raccontare attraverso le immagini.

C’è qualche luogo che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
Sicuramente l’Abruzzo occupa un posto speciale. Offre strade bellissime per i passi di montagna in moto e, allo stesso tempo, percorsi di trekking che attraversano paesaggi mozzafiato. È un territorio che si presta moltissimo anche alla fotografia: porto sempre con me la mia Sony Alpha 7 II, una mirrorless che è diventata una compagna fissa di viaggio.

Hai un motto o una frase che ti rappresenta?
Sì, una frase che sento molto mia è di Gandalf, ne “Il Signore degli Anelli”:
«…possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso».
Per me sottolinea l’importanza delle nostre scelte e dell’azione individuale, soprattutto nei momenti di difficoltà. È un invito a non rimanere immobili per paura o insicurezza, ma a prendere posizione e utilizzare al meglio il tempo e le opportunità che abbiamo.

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